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Chi è Jóhann Jóhannsson?

“People seem to need labels, but th
ey can be needlessly reductive.”
Jóhann Jóhannsson

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Sentiamo sempre più spesso parlare di Jóhann Jóhannsson ma in quanti sanno veramente chi è costui?
Jóhann Jóhannsson è un musicista compositore e produttore discografico islandese che si fa sempre più notare a livello internazionale grazie alle sue magistrali composizioni di colonne sonore per il cinema. Nato Reykjavík, classe 1969, ha di recente ricevuto due importanti nomination ai BAFTA Awards e agli Oscar per miglior colonna sonora originale del film Arrival (2016).

Se volete capire qualcosa di più del suo stile musicale potete guardare questo video in cui parla della colonna sonora del film Arrival (2016).


 

 


Jóhann Jóhannsson inizia la sua carriera come chitarrista, crescendo suonando in band indie rock della capitale islandese. Nel 1999 fonda la “Kitchen Motors” un’etichetta discografica che si presenta come un meraviglioso esperimento musicale che incoraggia la contaminazione e collaborazione tra artisti di diversi generi spaziando dal jazz al punk alla musica classica, metal ed elettronica. Questo ricco Humus culturale è il terreno su cui è cresciuto artisticamente Jóhann Jóhannsson e il suo stile inconfondibile ne il frutto più prezioso.

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Un ritratto di Jóhann Jóhannsson

 

Il suo primo lavoro da solista è stato Englabörn (Touch, 2002), una composizione per l’omonimo spettacolo teatrale in cui si è divertito a processare con filtri digitali i suoni di strumenti a corda; un paio di anni più tardi esce il suo secondo lavoro, Virðulegu Forsetar (Touch, 2004), un esperimento sonoro che coniuga la musica di un orchestra classica alla musica elettronica. Sulla scia di questa sperimentazione elettronica prosegue con il suo terzo lavoro, IBM 1401, A User’s Manual (4AD, 2006) che ispirandosi alla professione di suo papà, un ingegnere dell’IBM, crea delle composizioni utilizzando i suoni delle emissioni elettromagnetiche del computer. A seguire nel 2008 vuole ispirarsi al fallimento dell’industriale Henry Ford e il suo progetto di coltivazione della gomma per l’industria automobilistica in Brasile dando vita all’album Fordlândia (4AD, 2008). Infine nel 2011 grazie alla collaborazione con il filmaker americano Bill Morrison crea The Miners’ Hymns (Fat Cat, 2011) un album dalle sonorità uniche che per dirla con le parole di Fiona Maddocks, giornalista inglese del The Observer, “The strange counterpoint between an Icelandic minimalist, an American filmmaker and a bitter episode in recent British history has resulted in a work as unclassifiable as it is unforgettable.

Un successo clamoroso quest’ultimo che apre a Jóhann Jóhannsson la strada per una carriera nella composizione di colonne sonore per il cinema, con uno stile unico che fonde musica elettronica e orchestra classica senza mai rifarsi ad un genere predefinito.

Se volete potete seguire Jóhann Jóhannsson su:
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